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Full text of "Mos; melodramma sacro in quattro atti, da rappresentarsi al Teatro Carlo Felice, la primavera 1853."

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MOSE 


IN  ATTI 

Al  TEATRO  CABLO  FELICE 


GENOVA 

Piazza  5.  Giorgio,  a.f  1383. 


'    ^^^^  ' 


PERSONAGGI 


MOSÈ  ,  Legislatore  degli  Ebrei 

Signor  Didol  Alfredo, 
ELISERO,  suo  fratello 

Signor  Poggiali  Salvatore, 
FARAONE,  Re  d'Egitto 

Signor  Guicciardi  Già. 
AMENOFl ,  suo  WgWo 

Signor  Miraglia  Corrado. 
OSIRIDE,  Sacerdote  d'  Iside 

Signor  Romanelli  Giuseppe. 
ANAIDE 

Signora  Penco  Rosina. 
MARIA  ,  sua  confidente 

Signora  Zambelli  Carolina. 
SINAlbE,  moglie  di  F;iraone 

Signora  Mongé  Orsola, 
AUFIDE 

Signor  Righelli  Giuseppe. 

UNA  VOCE  MISTERIOSA 

Signor  Garibaldi  Gio. 

Cori  e  Comparse. 

Ebrei  -  Madianiti  -  Egiziani  -  Sacerdoti  d' Iside 
Guardie  e  Soldati  di  Faraone  -  Danzanti  d'  ambo  i  sessi. 

La  Scena  è  in  Egitto. 


MUSICA  DEL  MAESTRO  CAVALIERE  Sm.  ROSSINI* 


S  G  E  N  A  PRIMA. 


C^mp»)  de*  Madianiti. 
Ebrei  e  Madianiti. 

Ah  !  deli'  empio  al  potere  feroce 

Tu  ci  togli  ,  gran  Dio  di  bontà. 
Del  tuo  popol  se  pieghi  alla  voce. 

Alla  patria  tornare  ei  potrà. 
Ma  chi  è  pegno  alla  speme  tuttora? 

Uu  crudel  senza  onore  ,  nè  fè  ; 
Che  a  stia  immagin  fa  i  Numi  che  adora , 

Che  calpesta  ogni  legge  al  suo  piè. 
Tempo  è  ornai  che  di  tanti  perigli 

In  noi  cessi  e  T  affanno  e  il  timore 
Per  te  i  padri,  i  congiunti  ed  i  figli 

Riveder  ci  sia  dato ,  o  Signor. 

SCENA  II. 

Mose  e  detti. 

Cessi  ornai  dolor  cotanto. 

Dio  ,  Mosè  con  voi  non  sono? 

Madianiti  il  vostro  pianto 

È  d'  oltraggio  al  Nume  e  al  Ciel. 


6 

Coro       Dona  il  pianto  alla  sventura, 
Al  dolor,  cui  tanto  indura 
Tutto  il  popol  d'  Israel. 
MosÈ    Colmo  il  petto  d'  amore  e  fidanza, 

Non  scemata  in  voi  sia  la  speranza  : 
Dio  punire  i  ribelli  saprà. 
Non  deserti  il  Signor  ed  erranti 

I  suoi  figli  lasciare  potrà; 
Cbè  gli  Ebrei ,  per  lui  sol  trionfanti , 
Torneranno  alla  loro  città. 
Coro    Si:  gli  Ebrei,  per  lui  sol  trionfanti, 

Torneranno  alla  loro  città. 
Mose    Impaziente  pel  ritorno  io  sono 

Del  mio  german,  che  a  Faraon  mandai. 
Egli  parla  in  mio  nome:  e  chiede  al  Prence 
Cui  r  Egitto  si  prostra, 
Che  sìa  il  celeste  sdegno 
Per  lui  placato ,  a  libertà  tornando 
Gli  Ebrei ,  che  in  suol  stranier  vann'  esulando. 
Coro    Paterno  Iddio  !  rivedrem  noi  co'  figli , 

I  nostri  padri,  1  sposi? 

SCENA  III. 
Anaid£  ,  Maria  ,  Elisero  ,  e  detti. 
Anaide,  Elisero,  Maria. 

Gloria  al  Signor  !  Gloria  a  Mose, 
Mose  Che  vedo  ! 

Oh,  sorpresa!  e  sei  tu,  amica?  -  Anaide? 
Mar.    Il  Ciel  fa  calma  la  comun  sciagura. 
Ana,     Noi  ritrovammo  alfine  il  nostro  appoggio, 

II  padre  nostro. 

Mose  A  Dio  grazie  sian  date 

Pel  novello  favor;  e  tu  m'apprendi, 
0  mio  fratello  amato, 
Ciò  che  da  Faraon  sperar  ci  è  dato* 


7 


Elis.    I!  cuor  di  Faraone 

A  pietade  si  piega  ; 

E  in  pegno  di  quel  giuro  , 

Che  sacro  ei  proferia , 

Air  amor  nostro  ritornò  Maria. 
Mose    Ella  seppe  soffrir  pel  Dio  che  adora. 
Mar.    Ma  di  più  fece  questa  afflitta  ancora.  - 

La  gloria  e  la  speranza 

Del  soglio  egizio,  il  giovinetto  Aménofi 

In  lei  rapito,  invan  potè  vederla 

Senza  adorarla;  e  il  core  d'  Anaìde, 

Tutto  fede  e  candore, 

Non  distinse  l'  amore 

Dalla  riconoscenza  :  amò  ....  ma  questo 

Sentimento,  che  ad  essa  aperto  io  feci; 

Non  fu  per  lei  nodrito; 

E  r  alma  sua,  d'  ogni  virtù  ricetto, 

A  Dio  r  ardor  sacrava ,  a  me  1'  affetto. 
Mose    Pr>polo,  esulta!  di  Mosè  Anaide 

La  speranza  compia: 

Di  Dio  la  fede  confessò  Maria. 

Popol  5  l'allegra!  .  .  .  Vedi  tu  pei  cieli 

Brillar  queirarco  immenso?  -  Egli  è  l'Eterno, 

Che  in  questo  di  solenne 

Conft'ima  al  popol  sua  lega  perenne. 
Coro    Qual  prodigio  novel! 
Voce  M:st.  Mosè,  t'  accosta. 

Compie  il  Signorie  sue  promesse.  -  Oh  .vieni! 

Colmo  di  gioia  il  petto, 

Vieni  a  ricever  le  sue  leggi.  -  Ebrei  ! 

A  novelli  furor  vi  disponete. 

Vèr  Faraon  movete: 

A  Dio  fedeli  siate  .  .  . 

Gloria  è  per  voi  se  iu  nome  suo  pugnate. 

(Mosè  va  a  prendere  le  Tavole  della  legge:  le 
presenta  agli  Ebrei,  e  questi  si  prostrano^ 


8 

Tutti      Dio  possente  io  pace  e  in  guerra. 
Cui  ciascun  si  de'  piegar: 
Noi  giuriauì  prostrati  a  terra 
Le  tue  leggi  d'  osservar. 
Mose    Dell'  ajuto  divin  fatti  omai  saldi , 

A  tutto,  i  cor  devoti,  or  siam  dispv)sti„ 
La  gratitudin  nostra  a  Dio  mostrianao  ; 
E  i  figli  priffiogeniti , 

Sacrati  all'  ara  in  onta  al  Prence  indegno  , 
Sian  di  nostra  salvezza  e  prezzo  e  pegno. 

(i  primogeniti  vengono  consacrali) 

Tutti  La  dolce  aurora 

Che  il  dei  colora  , 

Promette  uo  giorno 

Più  bello  ancor. 
Popol  !  fedele 

Ti  serba  a  Dio; 

E  r  Angiol  rio 

Fia  lunge  ognor. 
Questo  primiero 

Nodo  sincero , 

È  un  puro  omaggio 

Del  nostro  amor. 
Questa  col  Cielo 

Casta  alleanza 

Darà  fidanza 

Ai  nostri  cor. 
Per  essa  un  padre 

La  terra  ottenga  : 

Per  lei  si  spenga 

L'  ostil  furor. 
Ah  !  quesl'  aurora  , 

Che  il  ciel  colora. 

Promette  un  giorno 

Più  belio  ancor. 
Mose    Siate  presti  a  lasciar  del  Nil  le  rive , 


9 


Che  qiicst'  oggi  cadranno  i  ceppi  nostri. 
"    Ornai ,  sotto  allri  cieli , 
LuDge  da  qnesli  mostri  , 
Le  tombe  abbraccierem  degli  avi  nostri. 

(partouo  tutti,  tranne  Ana.) 

SGENA  IV. 

ANAiDt: ,  poi  Amenofi. 

Aka.     Dio  5  che  vegli  su  me . . .  deb  I  tu  perdona 
L'angoscia  di  quest'alma.  Estinta  un  giorno 
Sia  la  colpevol  flammji . . . 
Oh  Ciel  !..  ed  è  per  lui . . .  desso  . . . 

(per  partire) 

Ame.  Anaìde  ? 

Tu  fuggirmi  ! 
Ana.  a  mia  madre  obbedir  deggio. 

Ame.    Ah  !  de'  miei  benefici 

Tal  mi  doni  mercè?.,  questo  è  1'  amore 

Che  tu  mi  promettesti  ? 
Ana.  Io.  . .  v'  amo. .  .  io  v'  amo..* 

Amènofi  :  a  voi  presso  , 

Troppo  felice,  ohimè!  stata  ij  sarei 5 

Ma  del  destin  la  più  imperiosa  legge 

Non  mi  sapria  ,  rapita  all'  idoi  mio  , 

De'  benefici  vostri  impor  1'  obblio. 
Ame.    Credi  tu,  ch'io  consenta  a  scior  tuoi  nodi  ? 

Schiava  !  tu  m'  appartieni. 
Ana.    Sotto  la  mano  io  piego 

Più  possente  e  più  cara 

Che  me  tien.  trista  e  oppressa  in  questi  luoghi, 
Ame.    Che  mi  cai  di  Mosè  ,  della  sua  stirpe , 

E  di  tua  madre  istessa  ? 

Non  son  ,  non  sono  io  forse 

Il  figlio  del  Signor  d>ir  Universo  ? 
Ara.    Ma  desso  ha  pure  il  suo...  questi  è  il  mio  Dio. 


10 

Ame.    Oh  !  per  V  estrema  volta 
Parla:  voi  lu  seguirmi? 

Ana.  a  me  V  amore 

Guerra  estrema  imponea  ;  ma  il  suo  rigore 

Non  temo  io  no ,  se  vivere  per  voi 

Più  a  lungo  non  poss'io, 

Fuggirvi  io  (leggio...  ah,  si,  fuggirvi  !,..  Addio. 

Ame.  Ah  !  se  puoi  cosi  lasciarmi  , 

Se  già  tace  in  te  l'affetto. 
Di  tua  man  pria  m'apri  il  petto, 
E  ne  squarcia  a  brani  il  cor. 

Ana.  Ma  perchè  cosi  straziarmi  , 

Perchè  farmi  più  infelice  ? 
Questo  pianto  a  voi  non  dice 
Quanto  è  fiero  il  mio  dolor? 

(a  2)         Non  è  ver  che  stringa  il  Cielo 
Di  due  cuori  le  catene. 
Se  a  guest'  alma  affanni  e  pene 
Costò  sempre  il  nostro  amor. 

(oclesi  suono  festivo) 

Ana.  Ah  !  qual  suon  !. . .  già  d'  Israele 

Son  raccolti  i  fidi.  . . .  addio  ! 

Ame.  Chi  sarà  quell'  uom  ,  quel  Dio , 

Che  da  me  ti  può  involar  ? 

Ana.  Deh  !  lasciate. 

AME.  lavan  lo  speri  l 

Ana.  Ah  !  temete. 

Amr.  Orrendi  e  neri 

Cadan  tutti  sul  mio  capo 
Del  tuo  Dio  gli  sdegni  e  1'  ire. 

Ana.  Ma  funesto  un  tanto  ardire  .  . . 

Ame.  L'  alma  mia  non  sa  tremar. 

(a  2)  Dov'  è  mai  quel  core  amante  , 

Che  in  si  fiero  e  rio  momento 
Non  compianga  il  mio  tormento  ^ 
Il  mio  barbaro  penar. 


il 


Am.    »  Per  comando  del  Re  tutti  gli  Ebrei 

»  Piegar  denno  a  naie  leggi.  -  lo  gli  scioglieva, 
»  Tu  r  odio  ia  me  risvegli ,  e  quel  furore  , 
»  Che  me  trascina,  or  più  frenar  non  posso. 
»  Vado  a  Mose  :  ch'egli  oda. 
»  Co'  miei  decreti ,  quanto  amarti  io  seppi... 
»  Tutti,  e  per  sempre,  gemeran  fra  ceppi. 

(parte) 

Ana.     »  Ah  !  quale  il  fato  reo  nembo  ha  destato  ! 
»>  Forse  a  pena  più  orrenda  è  il  cor  serbato 

SCENA  V. 

Maria,  Elisero,  Coro  d'Ebrei  e  detta. 

Coro  All'etra,  al  Ciel 

Lieto  Israel 
Di  gioja  innalzi  i  càntici. 
Elis.  Offra  al  suo  Dio  benefico 

In  olocausto  il  cor  , 
Di  puro  ardente  amor 
Devoto  omaggio. 
Coro  Gontìn  non  ha 

La  sua  bonià. 
Punì  r  infido  Egizio. 
Mar.  Ed  al  diletto  popolo 

Col  suo  divin  poter 
I  lacci  fe'  cader 
Di  rio  servaggio. 
Elis.  Di  Abram  ,  d' Isacco  , 

Dio  di  Noè... 
Tutti  Sian  lodi  a  te. 

Elis.  Fattor  del  tutto  , 

Signor  dei  Re... 
Tutti  Sian  lodi  a  te. 

Parte  Per  te  risuonino 

I  sacri  timpani , 


12 


Te  ì  canti  armoDicf 
Per  sempre  esaltino.r. 
Tutti  E  fia  la  posterà 

Gente  remota  , 
Ammiri  e  veneri 
Stupida  e  immota  ^ 
Nei  gran  prodigi 
Di  questa  eia  , 
La  tua  giustizia  y 
La  tua  pielà 
Elis.  Gqro     Dio  di  Noè  ! 
Mar.  Coro         Sian  lodi  a  te. 
Elis.  Coro      Signor  dei  Re  ! 
Mar  Cobo         Sian  lodi  a  te. 
Ana.        Tutto  sorride  intorno: 

Io  sola....  oh  rio  penar  f 
In  così  lieto  giorno 

Mi  struggo  in  lagrimar. 
Gran  Dio ,  se  al  tuo  cospetto  ^ 

Fallace  è  un  tanto  ardor , 
Tu  del  tuo  santo  affetto 
Infiamma  questo  cor. 
Mar.       Mia  amica...  Oh  Giel  !..  che  Teggo. 
Ana.  Non  reggo  -  al  mio  dolor. 

Mar.  Di)l(»r?...  ma  un  tale  istante.., 
Ana.  è  tristo  a  un  core  amante. 

Mar.  Se  il  Nume  lo  condanna  , 

Vinci  un  fatale  amor. 
Ana.        (  Questa  virtù  tiranna 

In  me  non  senio  ancor.) 


i3 


SCENA  VI. 
Mose,  Amenofi,  e  detti. 

Mose       Che  narri  ? 

Ame.  Il  ver. 

Mose  M'inganni, 

Nè  a'  detti  tuoi  do  fede. 
Elis.  e  insiste  ancor  ?  non  cede  ? 

Ame.  Favella  il  padre  in  me. 

Il  cenno  è  rivocato 

Che  i  ceppi  tuoi  sciogliea  ; 

E  la  partenza  ebrea 

Per  or  sospende  il  Re. 
El!S.       Oh  qual  perfìdia  ! 
Coro  Ohimè  ! 

Mose  Superbi  !  Iddio  Io  vuole, 

Iddio  lo  esigerà. 
Ame.       Palesi  son  tue  fole. 
Bus.  Mose   Oh  error  !  oh  cecità  ! 
Ana.       Prence!.,  gran  Dio!.. 
Ame.  T'  accheta  : 

Ana.  Ah!.,  se  il  vuol  Dio... 

Mose  Fra  poco 

La  grandine  ed  il  fuoco 

L'Egitto  struggerà. 
Elis.       Ti  piega. 
Ame.  Audace  !  —  Amici , 

Cada  costui.     (additando  Mosè  agli  Egizii; 
Ana.  No,  mostro... 

Sia  salvo... 
Coro  II  sangue  nostro 

Prima  si  verserà,  (ponend.  in  allo  di  difesa) 
Ame.        Ferite,  distruggete  I  (ai  soldati) 

Elis.  Mar.    Mosè  voi  difendete.  (agli  Ebrei) 

Coro  Oh  I  non  temer. 

Aica.  Che  osate  I 


SCENA  VII. 
Faraone,  Sinaide,  seguito  e  detti. 

Far.  Fermate  ,  audaci ,  olà  ! 

El.  Mose  Tu  air  idea  di  tanto  eccesso 

Fremi  ,  o  Nume  onnipossente. 
Già  da  un  vortice  d'  affetti 
Chi  ti  oltraggia  io  veggo  oppresso: 
Provi  Tempio  -  un  tristo  scempio 
Che  punisca  il  grave  error. 

Gli  altri  Ali*  idea  di  tanto  eccesso 

Geme  ,  avvampa  il  cor  dolente 
E  da  wn  vortice  d'  afletti 
Combattuto  in  seno  e  oppresso 
Delle  stelle  -  ognor  rubelle 
Sente  il  barbaro  rigor. 
*Ame.       Padre  ! 

Mose  Signor  ! 

Ame.  Costui 

Fu  ardito  a  segno... 

MosÈ  Io  mai 

Credei  che  i  cenni  tui 
Osassi  rivocar. 

Far.        Vile  !  lo  dissi,  e  il  voglio. 

Mose  Ah  !  dunque  è  ver  ? 

Far.  L'orgoglio 
Deponi,  0  alle  ritorte... 

Sin.  Cessa  ,  mio  Re  ! 

Ame.  Di  morte 

Degno  è  il  fellon. 

Ana.  Crudele. 

Far.  Se  nuovo  ardire  ostenta 

Io  lo  farò  svenar. 

Mósi^:=  i  Tu  del  mio  Dio  paventa: 
Arresta  i  f  ulmin  suoi  ; 
E  il  fallo  tuo ,  che  '1  puoi 
Ti  affretta  ad  emendar. 


15 

Far.  Schiavo,  ti  abbassa  e  taci: 

Frena  quei  detti  audaci  : 
E  al  tuo  Signore  apprendi 
Da  schiavo  a  favellar. 

Mose  No,  viva  il  Dio  di  Giuda, 

Che  ì  figli  suoi  difende: 
Mira  se  chi  V  ofifende 
Sa  pronto  fulminar. 

(scuote  la  verga  ed  il  sole  si  oscura^ 

Far  Sin.  Ame.  Ana. 
Cielo  ,  qual  turbine  ! 

L*  aere  s'  oscura  ! 

Ahi  !  scoppia  il  fulmine 

Ah  !  mugge  il  tuono. 

Ah  !  dove  sono  ! 
a  5  Ovunque  incalzami 

Alto  terror. 
MosÈ,  Ei.  Ebr.  Dio  così  stermina 

I  suoi  nemici. 

Temete,  o  perfidi, 

Soe  furie  nitrici: 

É  questo  un  segno 

Del  suo  rigor. 
Ana.  Rimorsi  barbari  , 

Deh!  mi  lasciate. 

Troppo  una  misera 

Voi  tormentate: 

Troppo  mi  lacera 

Fiero  dolor. 
Gli  Altri       Oh  quale  smania  ! 

Quale  spavento  ! 

Da  quante  furie 

Straziar  mi  sento  ! 

Da  quanti  palpiti 

È  oppresso  il  cor  I 
Fine  dell'  Atto  primo. 


SCENA  PRIMA. 


Galleria  nella  R  i^gia  di  Faraone. 

Far  ONE,  SfNAiDE,  AmeiNOFI  ,  Crandì\  Damigelle  f 
Guardie^  Soceraoii ,  Guerrieri  te 

(La  più  profonda  oscurità  regna  sulle  scene) 

CoRa  Ah  !  chi  ne  aita  ?  oh  Ciel  l 

Sì  tenebroso  vel 

Quando  si  squarcerà? 
Ame.  Mi  opprime  un  freddo  gel  ; 

L'  alma  mancando  va. 
Si5.  e  Far.  A  pena  sì  crudiìl 

Reggere  il  cor  non  sa» 
Coro  0  Nume  d'  Israel , 

Deh  !  cada  il  tuo  rigor 

Sul  capo  al  seduttor. 

Che  alla  promessa  fè 

Rese  spergiuro  un  re. 
Far.  (Rimprovero  tremendo  , 

Non  lacerarmi  il  petto  ! 

Ah  !  troppo  il  mio  comprendo 

Reo  pertinace  error.) 
Amb-  (Qual  di  enntrarii  affetti 

Sento  fatai  conflitto  1) 
Sin.  Oh  desolato  Egitto  ! 

Oh  giorno  di  terror  l 


17 

Coro         Stanno  al  tuo  pie,  Signore 

I  figli  tuoi  dolenti  : 
Invano  a  tai  portanti 
Resiste  il  tuo  rigor. 

Far.  Venga  Mose. 

A  ME.  (Qiial  cenno!) 

Sin.  Fia  ver? 

Coro  Mose  s'  affretti. 

Sin.  Alfin  ti  sei  deciso  ? 

Far.  I  torti  miei  ravviso. 

Ame.  (Perdo  Anaide.) 

SiiV.  (Oh  gioia  !) 

Coro  Ah  !  già  di  spenfie  un  lampo 

Sul  cor  mi  balenò. 
Ame.  Per  me  non  v'  è  più  scampo  : 

Misero  !  che  farò? 
Coro'  0  Nume  d'  Israel , 

Se  brami  in  libertà 

II  popol  tuo  fedel  , 
Di  lui  5  di  noi  pietà. 

SCENA  IL 
MosÈ ,  Elisero  e  dettù 

Mose    La  tua  voce  mi  chiama,  ebben...che  vuoi? 

Sin.     (Qual  superba  favella  !) 

Far,     Della  sciagura  sotto  il  peso  oppresso 

Da  te  un  popol  che  geme  aiuto  aspetta. 

Ame.    (Fremo  di  sdegno.) 

Mose  Hai  divisato  forse  , 

Schiavo  del  vile  Osiride , 
Con  vani  giuramenti 
Hai  divisato  ,  o  perfido  ,  sfidare 
Lo  sdegno  ancor  d'un  Dio  che  ti  persegue? 

Ame.    (Quale  oltraggio  l) 

Far.  Sedotto 


•18 


Dalle  scaltrite  frodi  *i  . 

D'uD  indegno  imposlor,  spesso,  noi  nego, 

A  mia  fede  mancai:  ma  pure  adesso 

Riconosco  i  miei  torti  ; 

E  se  ci  dai  salvezza , 

E  fai  sgombro  l'orror  di  questa  notte, 

Te  partir  lascio  ,  e  i  tuoi  polran  seguirti. 
Sin      (Oh  cara  speme  !) 
A  ME.  (Io  fremo) 

MosÈ  Ancor  io  voglio 

Il  divino  Creator  fausto  pregarti. 
Elis.    Ma  pensa  ben  che  Iddio 

Legge  in  tuo  cor. 
MosÈ  Temi  la  sua  vendetta.... 

Il  giusto  suo  furor, 
Ame.  (Orgogliosi.) 
Mose    Faraon  ...  .lo  premei  ti? 
Far.  Il  giuro  ! 

Mose  Oh  !  pensa , 

Che  se  ancor  mente  il  labbro  tuo..,  sciagura 

Ti  sta  sul  capo  orrenda.,.. 
Far.  Il  Re  te  '1  giura. 

Mose    Eterno  !  immenso  !  incomprensibil  Dio  ! 

0  tu  che  vegli  ognora 

De'  tuoi  servi  allo  scampo,  e  '1  popol  tuo 

Colmi  di  benefizi;  ah!  tu  che  in  giusta 

Lance  dell'  opre  nostre  osservi  il  peso  ; 

Ah!  tu  che  sei  il  Santo,  il  Giuslo,  il  Forte, 

Che  V  oppressor  del  popol  tuo  punisci , 

Glorifica  il  tuo  nome  , 

Fa  pompa  di  clemenza  . 

E  dell'  Egitto  a  nuova  meraviglia 

Il  lume  che  spari  rendi  alle  cigiia. 

(scuole  la  verga  ,  ed  alle  tenebre  succede  al- 
l' istante  il  più  luminoso  giorno) 

Tutti      Oh  1  qual  portento  è  questo  l 
ÀMB.  (Prodigio  a  me  funesto  !) 


Tutti 

Oh  luce  desiata  ! 

MosÈ 

Celeste  man  placata-, 

ed 

Chi  è  mai  che  non  comprende 

Elis. 

A  prove  si  siupende 
L'  immensa  tua  bontà? 

Siiv. 

Stupor  m'agghiaccia  il  core. 

Far. 

Muto  il  mio  labbro  rende.  .  .. 

ed 

Chi  ad  opre  sì  stupende 

A  ME. 

Resistere  potrà  ? 

Elis. 

Egizii  ! 

Mose 

Fijraone  ! 

tLIS. 

Di  questa  luce  un  raggio 
Rischiari  ancor  Ina  mente. 

Mose 

E  il  Nume  (mnipossente 
Quai  tìgli  v'amerà. 

Far. 

Non  più  :  pria  del  meriggio  , 
Con  quanti  v'ha  de'  tuoi, 

Là  nel  deserto  puoi 

Muover  sicuro  il  pie. 

Ame. 

Ma  pria  rifletti. .  . . 

Sin. 

Ancora 
Vuoi  contrastarlo  ? 

MosÈ  Ingrato  ! 

Ame.  Ma  la  ragion  di  stato.  . . 

Elis.  Ceda  al  voler  del  Cielo. 

Sin.  è  intempestivo  il  zelo. 

Far.  Luogo  a  pensar  non  v'  è. 

Ame.  (Oh  crude  smanie! 

E  come...  ahi  misero! 

Perder  quel!'  angelo 

Come  potrò?) 
Gli  altri        Voci  di  giubilo 

D'intorno  echeggino, 

Di  pace  r  iride 

Per  noi  spuntò.         (tutti  partono) 


20 


SCENA  III. 
Faraone  ed  Amé.xofi. 

F  R.     Tu  ben  udisti  il  mio  voler  qua!  sia  : 

Apprendi  adesso  qual  m'  ho  io  cor  speranza  , 
È  tempo  ornai  che  pieghi 
Alle  leggi  d'  Imen.  Regal  donzella  , 
Nata  dal  Re  d'Assiria,  era  ben  degna 
Della  tua  scelta,  e  la  sua  man  t'è  oflferta. 
D'  Améno^i  le  nozze  e  d'  Elegina 
Far  note  io  dcggio  al  popolo  di  Menfi, 
Sicuro  ornai  che  al  mio  voler  t'  arrenda  ; 
Ma...  taci?...  gemi?  Oh  !  fa  che  il  vero  intenda. 
Ame.       Parlar,  spiegar  non  posso 

Quel  che  nel  petto  io  sento. 
Ah  !  no...  del  mio  tormento 
Darsi  non  può  maggior. 
Far.        è  il  Ciel  per  noi  sereno, 

Se  pria  fu  avverso  e  fiero  : 
Ti  calmerà  ,  lo  spero, 
Dolce  soave  amor. 

Ame.       No  sempre  sventurato.  . . 

Far.  Perchè?  Qual  tristo  fato? 

Ame.  Padre  !  ah  !  non  sai. . . 

Far  Favella... 
Ame.  La  mia  nemica  stella 

Mi  vuole  oppresso  ognor. 
Far.       è  a  te  ragion  rubella  ? 

Non  ti  comprendo  ancor. 
Ame.        (Non  merla  più  consiglio 
Il  misero  mio  stato  ; 
E  il  più  falal  periglio 
Vo  intrepido  a  sfidar  !  ) 
Far.       (Palpito  a  queir  aspetto  I 
Gemo  del  suo  dolore  ! 
'  Ah  I  qual  sarà  V  oggetto 

Del  grave  suo  penar?)  (parie) 


SCENA  IV. 


Amìnopi  poi  SiNAiDE,  e  sej^uito. 

Ame.    Qual  abisso  di  mali  !  orrenda  sorte  ! 

Tutto,  ohimè!  mi  persegue,  e  tutto  accresce 
La  mia  miseria  ,  il  mio  dolente  stato, 
L*  immenso  mio  soffrire  .... 
Io  .  .  .  scordar  Anaide?. . .  ah  !  pria  morire/ 
Six.     Mentre  d'Isì  nel  tempio  alla  gran  festa 
Ognun  si  reca ,  tu  stranier  qui  resti 
Mesto  e  soffrente  ? 
Ame.  Tu  il  mio  cor  conosci. 

Sin      Conosco  V  amor  tuo:  di  qual  lusinga 

Ti  pasci  io  so. 
Ame.  Senza  Anaìde,  un  peso 

È  la  vita  per  me. 
Sin.  Nodo  piìi  illustre 

Ti  prescrive  il  dover.  Mose  rispetto  , 
Che  il  suo  Nume  fu  il  mio  : 
Cuor  di  madre  ho  per  te;  ma  pensa...  oh!  pensa 
Allo  stato,  a  tuo  padre, 
Traditi  entrambi  dalT  amor  ond'ardi. 
Erede,  o  figlio,  del  poter  supremo 
Te  {  erdendo....  pon  fede  a' detti  miei  ... 
Perdi  Mose,  Anaide  e  in  un  gli  Ebrei» 
Ah  !  d'  un'  afflilta  il  duolo 
Parli  al  luo  core  oppresso: 
Trionfa  di  te  stesso, 
Fa  pago  il  mio  desir. 
Cedendo  ....  ah  !  puoi  tu  solo 
Calmare  il  mio  scffrir. 
Coro       Parli  al  tuo  cor  quel  duolo, 

Fa  pago  il  suo  desir. 
Ane.        (Ah!  questo  amor  può  solo 
Ogni  mio  ben  compir,) 

« 


Sin-         Ma,  tu  taci?  ....  giusto  Cielo! 

Ne  ti  pieghi  al  mio  dolor. 
Ame.        a  vendetta,  a  strage  anelo: 

Di  Mosè  squarciar  vo'  il  cor. 
Sin.  Dei  !  Che  ascolto. ...  tu  deliri. 
Ame.  Fra  i  tormenti ,  fra  i  martiri 

L'  inuman  spirar  dovrà 
Sin.         Ah  !  bandisci  dal  tuo  core 

Tanto  sdegno,  tanto  orrore  .  .  ,  . 
Ame.  Per  mia  mano  perirà 

Una  voce  Moviam ,  moviam  al  tempio     (da  lontano) 

Iside  a  festeggiar: 

La  madre  degli  Dei 

Venite  ad  onorar. 
Sm.         Ah!  vien:  chiamato  sei 

Fia  colpa  il  più  restar. 

Calma  queir  ira ,  e  cedi 

Al  mio  pregar  ardente: 

Il  mio  dolor  tu  vedi , 

Nè  ancor  t'  arrendi  a  me? 
Ame.       Ti  rassicura:  al  tempio 

Volgerò  teco  il  piè. 
Sin.        (Che  ascolto  ...  oh!  qual  nell'  alma 

Piacer  mi  scende  ancor. 
Air  amor  suo  la  calma 

Io  deggio  del  mio  cor. 
Ventura,  onor  e  gloria 

Gli  sian  propizii  ognor.) 
Ame.        (Giorno  è  per  me  di  lagrime , 

Di  lutto  e  insiem  d'  orror.) 
Coro       Giorno  di  gloria  !  A  splendere 

Torna  la  speme  ancor 


Fine  delV  Atto  Secondo. 


0 


SCENA  PRIMA. 
Porlico  del  Tempio  d*  Iside. 

Faraone,  Sinaide,  Amenofi,  Osiride,  Grandi, 
Sacerdoti  y  Guardie  e  Soldati^ 

Coro 


Sorridi  al  mondo 
Nel  tuo  splendor, 
E  il  Nil  fecondo 
D'  ogni  tesor 
Al  suol  egizio 
Darà  favor. 
Coro 
0  tu  che  sei 
Del  ciel  regina, 
D'  uomini  e  Dei 
Madre  divina, 
Seconda  i  voti. 
Del  nostro  cor. 
Divini  appoggi  della  mia  corona, 
Ministri  tutti  degli  altari ,  io  voglio 
Che  fausti  i  Numi  a  me  imploriate  e  al  soglio. 
Sia  per  Mentì  un  tal  dì  giorno  di  gioja  ! 
Con  gli  stessi  tributi 
E  con  gli  stessi  onori 


tu  che  sei 
Del  ciel  regina , 
D'  uomini  e  Dei 
Madre  divina, 
Seconda  i  voti 
Del  nostro  cor. 
Osiride 
Qual  dolce  ebbrezza 
L'  alma  respira  ! 
Popoli  e  regi  , 
La  Dea  m' inspira: 
Per  me  vi  detta 
Leggi  d'  amor. 
Far 


OSIR. 


I  nostri  veneriam  Dei  protettori. 

Le  vostre  rfferte  a  lor  recate,  i  serti 

Sian  sospesi  d'intorno; 

E  cinto  il  crin  di  fiori, 

In  estasi  soave  omaggio  date 

Al  a  gran  Diva ,  e  in  suo  favor  sperate. 

(DANZE) 

SCENA  II. 
Mosè  ,  Flisero,  Anaìde,  Maria,  e  detti. 

Mose    La  tua  promessa  a  reclamar  io  vengo. 
Non  obblia  Faraon  qual  giuro  il  lega, 
Qual  mercede  a  Mose  fosse  giurata: 
Io  vengo  a  reclamar  la  fè  a  me  data. 

Far.     Terrò  il  mio  giuro.  -  Nei  deserti  andate: 
Sotto  funesti  auspici 
I  vostri  sacrifici  -  offrite  a  un  Dio, 
Che  per  ben  quattro  lustri 
Vi  lasciò  fra  miei  coppi. 

OsiR.    E  pria  die  il  popol  tuo  Menfi  abbandoni, 
Pria  che  libero  vada,  a'  nostri  Numi 
Diasi  mercè  ...  si  plachi  il  loro  sdegno; 
E  alla  madre  del  mcmdo,  alla  Divina, 
Popolo  ebreo,  la  tua  cervice  inchina. 

Mose    Chi?  noi?  Noi  piegheremo  innanzi  a  questi 
Mendaci  Dei  la  fronte?  Oh!  mal,  chi  sia 
Mosè,  conosci....  il  p:pol  suo,  sua  fede. 
Un  Dio  per  noi  v'  ha  solo ,  e  in  lui  si  crede. 

OsiR.    È  questo,  o  Re,  V  istante 
Di  punir  tanti  ol  raggi. 

Mose    Sprezzo  le  tue  minaccie...  al  Prence  io  parlo. 

OsiR.   L'  odi? 

Ame.  Aniide! 

Sin.  (Oh  !  Come  mai  salvarlo). 


Cono 

A  tristo  fio  ridutii 
Noi  sìaiB  per  gran  portento. 
Sui  tempestosi  fluiti 
Del  Nil  sta  lo  spavento  : 
Tinta  di  sangue  è  l'onda 
Che  facea  specchio  al  cieL 
L'  eco  ripete  un  murmurc  , 
Un  suon  lonlan  di  guerra: 
Per  sotterranee  folgori 
S<'mbra  scoppiar  la  terra  ; 
Pregno  d' insetti  è  V  aere 
Onde  son  guasti  i  campi  : 
Sembra  or  che  lutto  avvampi , 
Or  che  sia  tutto  gel. 
Il  vento  del  deserto 
È  simile  al  veleno  ; 
E  versa  morte  in  seno 
Al  popol  tuo  fedel. 

Fa»»        Oh  Numi  !  -  In  tal  periglio 

Che  f  ir  degg'  io  ?. . .  parlate. 

OsiB.  Punite  ! 

Ana.  Mar.  Coro  Perdonate. 

Sin.         Padre  tu  sei ,  sei  Re. 

OsiR.       Punite  voi  que'  rei. 

Ame.  Si  tardo  io  non  sarei. 

MosjE  I!  vostro  error  negate. 

Sin.  Abbian  gli  Ebrei  mercè. 

Mose       Fin  che  n'hai  tempo,  o  Prence ^ 
Gli  occhi  dischiudi  al  vero , 
Piega  al  mio  Dio.,  .l'impero 
Salvo  con  te  sarà. 

Osi».       Bestemmia  ! 

Sin.  Oh  sposo  I 

Mar.  Ana.  Elis.  Oh ,  patria  1 

Oh  duol  I 


26 

OsiR.GoRo  Vendetta! 
Sin.  Ana.  Mar.  Elis.  Grazia  ! 

Clemenza  ! 
Coro  Iside  I  Osiride  ! 

Sin.  Ana.  Mar.  Elis. 

Dio  d' Israel,  pietà. 
OsiR.  Serapide  ! 

Mose  lehova  ! 

OsiR.  E  Mose 

Nume  eterno  che  imperi  alla  luce, 
Che  passeggi  sui  nembi  frementi. 
Sfrena  omai ,  sfrena  omai  gli  elementi , 
E  punisci  chi  oltraggio  ti  fa. 
MosÈ    Viva  il  Dio  d' Israeilo  !  (agita  la  verga  s'  esliu- 

guono  r  are  ec.) 

Tutti  Che  vedo  ! 

Qual  prestigio  ! 
OsiR.  A  me  stesso  noi  credo  : 

Manifesto  è  de'  Numi  il  pensier. 
Mose       Del  mio  Dio  manifesto  è  il  voler. 

Tutti 

An4.Sin.Mar.  Mi  manca  la  voce. 

Mi  sento  morire, 

Sì  fiero  martire , 

Chi  può  tollerar? 
Mose  Elis.     Lor  toglie  la  voce 

La  piena  delT  ire  , 

Si  fiero  martire 

Non  san  tollerar. 
Gli  altri       Mi  toglie  la  voce 

La  piena  dell' ire  ^ 

Sì  fiero  martire 

Non  so  tollerar. 
MosÈlFaraon,  cedi  alfine. 


27 


OsiR.    Sia  punito  il  reo  popolo. 

Coro  T'  affretta. 

Il  tempo  incalza. 
Mose  In  nome 

Del  Dio  vivente. 
OsiR.  In  nome  d'Isi. 

Far.  Ebbene 
Io  compirò  i  decreti 

De'  miei  Dei  ,  del  tuo  Dio  :  di  ferri  carchi 

Sian  tutti  in  questo  giorno  i  schiavi  Ebrei; 

E  questa  turba  ria 

Fuori  di  Menfi  trascinata  or  sia. 
Ana.  Mar.  Elis.  Oh  Ciel  ! 
Ame.  Vieni  ,  Anaide. 

A^x.    No,  Amenofi:  giammai. 
Ame.    Veglia  su  dessa  tu...  sprezza  i  perigli. 
Mose    Gostanza  e  fè...  siam  di  Giacobbe  figli. 
Non  r  ardor  in  voi  manchi  e  la  fede: 
È  la  morte  al  reo  solo  d'  orror. 

Ana.  Elis.  Mar.  Sin. 

Ah  !  quel  Dio  che  nel  core  mi  vede 

Farà  scemo  contanto  rigor. 
Altri  Sia  distrutta  una  stirpe  ribelle  , 

Morte  scenda  degli  empj  nel  cor. 
Mose    Raddoppiate  di  zelo  e  d'amore, 

È  il  Signor  che  vi  chiama,  il  Signore; 

Non  temete  ,  vi  guida  Mose. 

Ana.  Mar.  Elis. 

La  tua  voce  ella  è  questa ,  o  Signore  , 
Che  ci  scende  soave  nel  core. 
Più  la  morte  a  temersi  non  è 
MosÈ    Pel  mio  labbro  vi  parla  il  Signore  : 
Dolce  speme  vi  scenda  nel  core  , 
Sempre  è  Dio  dove  alberga  Mosè» 


28 

ìme.    Non  fuggirmi  ;  e  se  ancor  nel  tuo  core 
Torna  dolce  la  voce.d'  amore, 
Deh  !  ti  prenda  pietade  di  me. 

Ana.  Elis.  Mos.  Mar. 
Saranno  i  ferri  nostri 

Spezzali  dal  Signor  , 
E  piomberà  sui  mostri 
Il  fulmin  punitor. 
Gli  altri    Non  cede  a*  pianti  vostri 
Alle  vostr'  ire  il  cor. 
Infamia  avrete,  o  mostri, 
Eterno  disonor. 
Mose    Non  V  ardor  in  voi  manchi  e  la  fede  : 
È  la  morte  al  reo  solo  d' orror. 

Ana.  Sin.  Elis.  Mar. 
Ah  !  quel  Dio ,  che  nel  core  mi  vede , 
Farà  scemo  cotanto  rigor. 
Gli  altri  Sia  distrutta  una  stirpe  ribelle  ! 

Morte  scenda  degli  empj  nel  cor. 


Fine  deir  Atto  Terzo, 


SCENA  PRIMA. 
Deserto:  Veduta  de!  M^r  Rosso  in  distaoxa. 
Ahenofi  y  Anàide. 

Ana.    Dove  mi  guidi?  II  mio  timor  dilegua. 

Ame.    Siegui  chi  t'  ama  e  temi  ? 

AiNA.  E  in  così  mesto 

Solitario  deserto  ,  ove  giammai 
Uom  noD  penetra ,  ed  il  cui  tristo  aspetto 
M'agghiaccia  l'alma,  e  i  sensi  miei  confonde, 
Qual  novella  cagion  me  teco  asconde? 

Ame.    De'  Numi  e  de'  mortali 

Non  dei  temer.  Se  di  maschi  1  coraggio 
Amor  non  t'  arma  il  sen,  ah  !  tu  mi  perdi.., 
Ti  son  tolto  per  sempre. 

AyjL.  Ah  !  servir  deggio 

Al  dover  che  m' impone  il  Dio  che  adc^ro. 

Ame.    Ma  tutto  ancor  non  sai ,  mio  bel  tesoro  : 
D'  Armenia  la  Regina  a  me  in  isposa 
Il  padre  destinò 

Ana.  Stelle  ! 

Ame.  S'  è  vero 

Che  m'ami,  o  cara...  Anaide,  se  m'ami, 
T'  arrendi  al  mio  desir.  Io  di  tua  madre  , 
Io  ti  conduco  al  sen..»  dessa  conceda 
Ch'  io  sia  tuo ,  che  sii  mia  .... 

Ana.  Prence ,  ah  che  dici  ? 


30 

Ame,    Mio  ben,  giorni  felici 

Vivrem  fra  le  capanne,  a  boschi  io  seno 
Lieto  io  sarò,  se  ignoto  al  padre,  al  mondo. 
Da  semplice  pastore. 
Il  mio  trono  ergerò  nel  tuo  bel  core. 
Ani.        Quale  assalto  !  qual  cimento  ! 

Che  far  deggio  in  tal  momento. 
Ame.       Non  temer  :  t'  arrendi  ,  o  cara , 

Cedi  ai  roti  dell'amor. 
Ana.        D'  una  vittima  infelice 

Tu  non  sai  lo  stato  orrendo: 
Dio  mi  chiama  5  a  lui  m'arrendo, 
Ma  con  te  rimane  il  cor. 
Ame.        Cedi  !  ah  cedi,  e  fammi  lieto 
^  Dell'  amor  che  a  me  ti  lega: 

È  un  amante  che  ti  prega  , 
Che  si  strugge  ,  e  per  te  muor. 
Ana.        Riedi  a  me,  poter  divino, 

Quel  valor  che  langue  omai: 
Più  non  reggo;  e  a  lui  vicino 
Tutto  obblìo,  mi  manca  il  cor. 
Ame.       Tu  d'  amor  poter  divino  , 

Più  coraggio  infondi  in  lei  ; 
E  del  suo  ,  del  mio  destino , 
Abbi  tu  pietade,  o  amor. 

(odesi  la  marcia  degli  Ebrei) 
Ana.     »  Ascolti  tu  questo  festivo  suono? 

»  Egli  è  Mose. 
Amb.  »  De'  v(>li  suoi  la  meta 

»  Crede  raggiunta.  Egli  m'  udrà.  Sciagura 
»  Per  l'orgoglioso,  se  al  mio  dir  non  cede, 
»  S' ci  può  ingannar  »  se  può  tradir  mia  fede. 

(si  pongono  in  disparte) 


51 


SCENA  II. 

MosÈ,  Maria,  Elisero,  Ebiei  incatenati  e  delti. 

Mose    È  questo  ,  o  figli ,  il  giorno  in  che  avran  fine 

I  vostri  mali.  Da  Mosè  scortati 
Voi  premerete  il  suolo 

Della  Terra  promessa. 

Mar.    Io  ,  sol  io  piangerò  1'  amata  amica^ 
Anaìde  in  poter  d*  un  empio  amore: 
M'  abbandonava  ,  e  per  lei  gemo  in  core. 

Mose  Iddio  la  veglierà. 

Ani.  Dessa  è  a'  tuoi  piedi. 

Mar.    Mia  amica!  Oh  immensa  gioia!  ella  mi  è  resa. 

Mose    Beneditene  Iddio. 

Ana.  Vedete  in  lui 

II  mio  liberator. 
Mose  Egli  ? 

iwME.  M'  ascolta  : 

È  breve  il  tempo.  -  A  te  ne  vengo ,  e  voglio 
Libero  favellar.  Tu  vedi  appieno 
Quale  per  Anaìde  amor  m'  accende. 
L'oggetto  io  possedea  de'  voti  miei  : 
Potea  forzarla  a  schiavitude,  e  volli 
Da  te  ottenerla  :  consacrar  io  volli 
Alla  sua  amica  innante  i  giuramenti 
D'  un  Imen  .... 

Mose  Riprovato 
Dal  padre  tuo. 

Ame.  Scelga  Anaide  islessa 

Fra  Sinaìde  tosto  e  fra  Maria, 
Fra  Menfi  e  la  sua  patria  , 
Fra  il  suo  amante  e  il  suo  Dio. 
Potrei  confonder  voi  con  un  accento; 
Ma  d'  Anaìde  il  solo  affetto  or  sento. 

Ana.        Qual  orribile  sciagura  ! 

Ah!  di  me  che  mai  sarà? 


32 


Questo  cor  che  ai  mali  iaclnra 

Più  e "nforìo  aver  non  sa. 
Deli  !  pietoso  a  me  ti  rendi , 

Tempra  ,  o  cielo  ,  il  mio  dolor. 
Tu  la  vittima  difendi 
Del  dovere  e  dell'  amor. 
Mose  Anaìde.... 
Ame.  Oh  I  non  tentarla. 

Mar.Elis.  Dio  sostienla  in  tuo  favor. 
Mose       Ti  decidi;  or  scegli.... parla.... 

Fra  Dio  scegli  e  fra  V  amor. 
Ana.        Dio ,  la  vittima  difendi 

Del  dovere  e  dell'  amor. 

Mar.  Mosè  e  Elis. 
A  quel  cor  la  pace  rendi 
Dio  pietoso  ,  in  tuo  favor. 
Elis.  Analde. 
Mar.  Amata  amica. 

Elis.  Mar.  A  Dio  fido  serba  il  cor. 
Coro       Al  dover  pensa,  alla  patria. 

Mar.  Elis  Mose  e  Coro. 
Temi  V  ira  del  Signor. 
Ana.        Ah!  decisi...  il  Ciel  m'  inspira, 

Obbedisco  al  mio  Signor. 
Ame.        Anaìde!....  Hai  desta  l'ira 

Che  sopita  era  in  mio  cor. 
Gli  Altri  Cede  al  Nume  che  la  inspira, 
Ana.  e  trionfa  del  suo  cor. 

Un  sol  prego ,  e  fia  questo  1'  estremo  , 
Pel  soffrente  io  ti  porgo,  o  Signor. 
Fa  eh'  ei  ceda  al  poter  tuo  supremo , 

A  te  il  chiama  ,  e  in  lui  spegni  1*  amor, 
lo  lo  amai,  per  te  spensi  il  mio  foco, 
Nè  al  mio  voto  negar  puoi  favor. 
Ame.     a  vendetta  ora  amor  cede  il  loco  , 

Scampo  alcun  pài  non  resta  per  lor. 


35 


Altbi      Oh  ventura  !  essa  a  gloria  del  Cielo 

Rinunziava  ai  prestigi  d'  amor. 
Mose    Udisti  il  suo  voler  ? 


Pronunziava  il  suo  labbro. 
Udite  ,  Ebrei ,  qual  nembo  vi  minaccia. 
Faraone  v'  insegue, 
Cinto  d*  immensi  armati. 
Del  popol  tuo  5  carico  di  catene , 
L*  inutile  coraggio  avrà  ricorso 
Nel  mar  soltanto. 
Coro  Ah!  contro  noi  s'avanza 

Faraon. 

Mose  Noi  sGdiam  gli  iniqui;  e  Dio 

Sorge  a  nostra  difesa. 
A>iE.  Ebben ,  tìiorrete. 

Tosto  mi  rivedrete 

Armato  di  vendetta  -  Ebrei!  pensale, 
Allor  che  il  mio  furore 
Vendicherà  T  oltraggio  ond'  io  sì  fremo , 
Ch'  ella  vi  trasse  a  questo  punto  estremo. 


Mose    Dai*potenti  mortali 

Nulla  abbiamo  a  temer.  V  amico  vostro  , 

Il  padre  ornai  seguite  : 

Temete  Iddio,  eh'  ei  tutto  può;  -  venite. 


AM£. 


Di  morte  il  cenno 


(parte) 


SCENA  IIL 


Li»  sponde  del  Mar  Rosso. 


MosÉ  ,  Anaide,  Maria,  Elisero  e  Cori. 


MosÈ 


In  tal  momento  orribile 
Poter  irresistibile 
M'  innalza  al  Ciei. 


Gli  altri 


Gemendo 


Noi  t'  invochìam,  Mosè 


Mosè  E  d'  Israello  Iddio 

Invoca  sol  Mosè  — 
Dal  tuo  stellato  soglio  , 
Signor  ti  volgi  a  noi  ; 
Mose  Coro      Pietà  de'  figli  tuoi , 
Del  popol  tuo  pietà. 
Elis.  Se  pronti  al  tuo  vo'ere 

Sono  elementi  e  sfere  , 
Tu  amico  scampo  addita 
Al  dubbio  errante  piè. 
Cobo  Pietoso  Dio  ,  ne  aita  : 

Noi  non  viviam  che  in  te. 
Ana.  La  destra  tua  clemente 

Scenda  sul  cor  dolente  ; 
E  farmaco  soave 
Gli  sia  di  pace  almen. 
Coro  II  nostro  cor  che  pavé 

Deh  1  tu  conforta  almen. 
Elis.    Qual  fragor  ! 
Mar.  Giusto  Cielo  ! 

Ana.    Dair  alto  di  quel  monte,  immense  truppe 

Invadon  la  campagna. 
Mar.     S'  avanzano. 
Ana.  Qual  orda. 

Elis.  Han  seco  morte. 

Coro    Ah  !  dov'  è  mai  lo  scampo 

Che  tu  ci  promettesti  ? 
Elis.    Come  pugnar  ? 
Mar.  Dove  fuggir  ? 

Mose  Nel  seno 

Di  queir  onde.  Obliaste,  Ebrei,  che  Iddio 
Guida  Mosè,  eh' ei  punisce  gl'ingrati? 
Sul  liquido  elemento 
Me  seguite,  e  vedrete  il  gran  portento. 
Coro    Oh  prodigio  !  già  il  docile  flutto 
Si  divide  ed  immoto  si  sta. 


5S 


V*  è  salvezza,     è  scampo  per  tutto.... 
Ha  il  Signor  del  suo  popol  pietà. 

SGENA  ULTIMA. 
Faraone  ,  Amenofi  ,  EyUj. 

Far.     Dove  son  dessi  ?  In  grembo  al  mar  profondo 

Morte  li  colse. 
Ame.  Ah  no!  vedi  fra  l'onde 

Si  schiudono  un  sentier.  Coir  arme  in  pugno 

Sulle  traccio  degli  empi 

Afirettiamci ,  o  soldati , 

E  sian  per  noi  tutti  que'  rei  svenati. 
(Gli  Egiziaoi  eutrano  tra  i  fluUi,  ove  rimangono  sommersi). 


Fine  del  Melodramma.